STORIE DI DESIGN

Gaetano Pesce

"Non esiste ciò che è visibile, ma quello che si guarda"


Uno dei Maestri del design, eccentrico, provocatore, inventivo, radicale. Il contatto più importante tra la sua carriera e il Salone del Mobile riguarda il lancio di quella che sarebbe poi diventata un’icona del design, la “serie Up” nel 1969 (C&B Italia, prodotta per qualche anno dal 1973, uscita poi dalla produzione e rieditata da B&B Italia nel 2000): “Ha fatto molto scalpore per la sua innovazione tecnica, di materiale e contenuto” ricorda Gaetano Pesce.

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E quelle grandi forme invertebrate perché non c’è nessuna struttura all’interno se non la stessa materia di cui è totalmente composta la schiuma poliuretanica, rivestita poi di maglia di nylon e jersey, “sono anche i pezzi a cui sono più affezionato”. Il lancio al Salone del Mobile fu un happening: messi previamente sottovuoto, i pezzi – una volta aperta la plastica saldata a tenuta d’aria con cui erano stati avvolti – incominciarono a prendere forma e volume. E forse ricordando quella volta, “quando vado al Salone lo faccio sempre volentieri per respirare aria effervescente e incontrare gente interessante”.

“Si dice che ‘non esiste ciò che è visibile, ma quello che si guarda’, quindi tutto quello che ho visto al Salone riguarda due aspetti del Design, uno utile e uno inutile”.

È proprio “l’avere curiosità per l’innovazione”, un tratto che contraddistingue tutta la sua prolifica carriera, quello che secondo il Maestro serve per diventare un bravo designer. Dal designer al design, in una definizione attuale: “una espressione adulta che veicola valori pratici e contenuti esistenziali”.

E il design nei prossimi 10-15 anni? “Direi che farà appello alle forme riconoscibili e non all’astrazione che ci ha un po’ nauseato. Assisteremo finalmente a un esaurimento del minimalismo e a un certo tipo di razionalismo: il design allora si staccherà dal decorativismo e cosi anche l’architettura”. 

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Il designer e l’imprenditore: un binomio importante. “Direi che di questo binomio la persona più rilevante è l’imprenditore e in particolare quello italiano che ha le qualità di curiosità e sfida che i suoi colleghi stranieri non hanno. La disponibilità di questa categoria, fa piovere in Italia i creatori che nel loro Paese non hanno nessuna possibilità di vedere realizzati i loro progetti. Quindi ancora una volta l’Italia aiuta gli autori stranieri come è successo nel passato con El Greco, Georges de La Tour, Rubens, Velazquez etc.”