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LIVINGSCAPES

Trend Research: Funny Living

Al cuore di questa tendenza, che è sinonimo di ricerca espressiva sull’interazione ludica con la casa e gli oggetti che la popolano, c’è la propensione a guardare alla routine domestica con uno sguardo autoironico e aperto al gioco. Gli ambienti vengono disseminati di piccoli e grandi divertissement attraverso arredi e complementi che si fanno portatori di una sensibilità fuori dai canoni precostituiti e che inneggiano a un design più audace e, per certi versi, “innocente”.

Un approccio che insiste sulla leva della meraviglia, dello spiazzamento e della curiosità. Non un mero esercizio formale bensì il risultato di una riflessione sull’uso non convenzionale degli oggetti e dei materiali allo scopo dichiarato di stimolare un effetto emozionale e rendere omaggio al bambino che è in ognuno di noi.

 

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Difficile definire Degré. Non è, infatti, solo un condizionatore ma anche una seduta e un elemento di arredo che ricorda un giocoso trolley. Ideato dai designer Tim Defleur e Benjamin Helle del collettivo belga Accent, quest’oggetto multi-sfaccettato è un sistema di riscaldamento/raffreddamento ausiliario capace di creare una bolla termica intorno a chi lo utilizza e che, grazie a una maniglia in pelle, si può spostare agevolmente da un ambiente all’altro della casa quasi fosse un animaletto domestico.

Le sue fattezze smussate e il morbido rivestimento imbottito invitano le persone ad avvicinarsi e a usarlo anche mettendocisi a cavalcioni. Il tessuto, infatti, mitiga la temperatura permettendo sia un contatto diretto sia l’utilizzo come asciugabiancheria. Il calore viene emanato verso il pavimento e si diffonde, poi nello spazio circostante mentre le impostazioni possono essere settate sulla semplicissima interfaccia della sua superficie o tramite una app per smartphone.

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Un focolare contemporaneo, un pezzo di “arredamento termico” che si presta a una varietà di usi e capace di fornire sollievo e comfort in modalità sorprendenti. Un accessorio dalla forte personalità che, nell’intento dei suoi progettisti, promuove un’interazione all’insegna di nuovi codici e significati oltre che di nuovi gesti.

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Nest, progettato dal designer Paul Ketz, è un contenitore da parete in cui inserire e “strizzare” gli oggetti non solo per riporli ma per esporli in un gioco di destrezza utile quanto divertente. All’interno di quello che sarebbe riduttivo definire un pensile si può incastrare ogni genere di cosa - dalle scarpe al cibo fino allo skate - in un perfetto disordine organizzato.

Nelle intenzioni del suo creatore, Nest - vincitore nel 2016 dell’A’Design Award - nasce con un do-it-different concept per rompere l’ordine prestabilito e le abitudini consolidate e introdurre nelle attività quotidiane un’esperienza estetico-sensoriale inedita e un’alternativa non convenzionale alle consuete mensole/ripostiglio che acquistano, così, le caratteristiche di un’opera d’arte funzionale.

La struttura è composta da strisce di gomma colorata tese tra un’ossatura di acciaio. Le 118 bande, oltre a trattenere nella loro maglia ogni tipologia di oggetto, cambiano configurazione e natura a seconda della forma e della quantità di cose che trattengono, mostrando ogni volta un’apparenza diversa. I nodi, inoltre, con cui tutti i lacci in gomma sono ancorati alla struttura, sono visibili e, a sorpresa, differentemente colorati dando anche alla parte superiore più nascosta una piacevole e sorprendente connotazione. Un inno al fanciullino che è in ognuno di noi e un’ode ben riuscita al pensiero laterale.

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