LIVINGSCAPES

Trend Research: The New Way of Working

Distinctions have now become blurred and even vanish altogether as people now work in hybrid ways – partly on the bus, sometimes in communal areas, sometimes even in bed. (Tom Dixon)

The general office is […] meant for people to enjoy a variegated landscape in which there is always a new way to work, socialize, live. (Makoto Tanijiri e Ai Yoshida di Suppose Design Office)


Una ricerca condotta dagli psicologi canadesi Colleen Merrifield e James Danckert ha evidenziato che il sentimento di noia incide sullo stato di salute delle persone. Annoiarsi fa aumentare il battito cardiaco nonché il livello di cortisolo, considerato il principale indicatore dello stress. Un elemento, questo, che dice molto degli effetti che gli ambienti costruiti hanno sul benessere di chi ci vive o ci lavora e della necessità di ripensarli mettendo gli individui al centro del processo progettuale.

Considerazioni e studi di questo genere nascono in un momento storico che sta segnando una profonda evoluzione non solo delle modalità di lavoro ma anche dell’idea stessa di spazio di lavoro. Le nuove professioni legate all’ecosistema digitale stanno generando modelli organizzativi sempre più flessibili e sempre meno gerarchici.

In questa macro-cornice che è l’espressione di stili di vita sempre più ibridi, dove i confini fra vita privata e lavorativa si confondono, emergono nuove istanze che fanno dell’ufficio uno dei luoghi per eccellenza della sperimentazione progettuale. Uno spazio in divenire che assume le caratteristiche di un habitat permeabile e dinamico, aperto alla condivisione professionale e alla contaminazione con altre attività.

Altro effetto della liquidità diffusa dei lifestyle contemporanei è la coincidenza sempre più frequente tra spazi abitativi e spazi lavorativi che vede la casa e i sui elementi di arredo adattarsi al duplice uso di abitazione e ufficio. Non a caso molti designer, da Tom Dixon a Nendo, stanno realizzando mobili per ufficio che mettono l’accento sui confini sempre più labili che dividono questi due ambiti e rispondono alla richiesta di oggetti versatili, resistenti e funzionali per il lavoro ma, al tempo stesso, abbastanza attraenti per essere utilizzati come soluzioni domestiche o decorative.

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In questo contesto evolutivo, grazie alla spinta propulsiva ricevuta dalle tech company, anche gli spazi di lavoro più tradizionali stanno mutando nella direzione di luoghi aperti, destrutturati e senza postazioni fisse, in nome di una mescolanza tra esperienze professionali e attitudini personali che viene incoraggiata perché migliora l’atmosfera generale, il benessere psico-fisico e favorisce la produttività.

È sempre più frequente, ad esempio, che alle zone deputate al lavoro si affianchino aree dedicate al relax e alla meditazione sotto forma di pod o giacigli destinati al riposo o di spazi dotati di attrezzature sportive e ricreative, che permettono alle persone di ricaricare le batterie e ritrovare concentrazione e ispirazione.

Headspace, la app che aiuta le persone a ricavare momenti di mindfulness nell’arco della giornata, ha realizzato, in collaborazione con gli architetti Oyler Wu Collaborative, il Meditation Pod, una postazione che grazie alla conformazione che richiama una formazione geologica permette di isolarsi, rilassarsi e meditare nei luoghi pubblici e che è stata subito adottata da molte grandi aziende all’interno dei propri headquarter.

All’interno di questo macro-trend emergono tre micro-trend: Nowhere Office, Shared Office e WorkSpace Reloaded.