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Trend research: InsideOut - Shared Experience

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Non è un caso che gli spazi abitativi si stiano prestando in modo spontaneo ad ospitare offline le ricadute fisiche delle pratiche generate dall’ecosistema digitale in cui oggi le persone vivono. Il bisogno di condivisione che i social media hanno intercettato trova nella casa il suo habitat naturale.

Le attività prima possibili solo nei luoghi pubblici (il teatro, il cinema, l’hotel, il ristorante ecc.), diventano, tra le mura domestiche, esperienze più “dense” dal punto di vista relazionale e emotivo.

Il doppio ruolo si gioca su nuovi equilibri progettuali capaci di creare interni e arredi dalle proprietà adattive. In questo senso gli ambienti – come la cucina – che meglio si prestano alle attività di socializzazione e all’ibridazione con il “fuori” si evolvono sia dal punto di vista funzionale che estetico così come le nascenti consuetudini e l’attitudine allo sharing ridefiniscono l’organizzazione degli spazi e la user experience di arredi e complementi per rispondere a nuovi gesti e comportamenti.

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Quella di Mario e Chiara è una casa privata che, in alcuni giorni dell’anno, si apre al pubblico per ospitare cene e spettacoli teatrali.

Galeotti furono un pianoforte e una zuppa di ceci e vongole. È cominciata così l’avventura di HomeMade54, progetto di Mario de Nisi e Chiara Perugini che, nel maggio del 2013, hanno ospitato tra le mura della propria abitazione milanese un concerto di Piano City (manifestazione che porta concerti di pianoforte in giro per la città, nei parchi e nelle case private) offrendo, a spettacolo terminato, un piatto preparato dalla stessa Chiara.

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In tre anni, Homemade54 è diventata un’associazione enogastronomica che ogni mese organizza spettacoli teatrali preceduti da un aperitivo e seguiti da un piatto cucinato in loco e ispirato alla rappresentazione artistica.

Tutto ruota attorno alla hidden kitchen di viale Abruzzi 54, dove amici e sconosciuti si ritrovano uniti dal desiderio di trascorrere una serata intima alla scoperta di qualcosa di nuovo e originale.

Vincitore del New Design Britain Award del 2014, “Share.Food” è una collezione di ceramiche che unisce alla convivialità del cibo la più moderna attitudine allo “sharing”. Ciotole, tazze e piatti hanno una base angolare che consente ai commensali di spostarne l’orientamento per condividerne il contenuto.

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Progettate dalla designer turca Bilge Nur Saltik, “Share.Food” non ha solo una funzione pratica, ma anche simbolica: crea un delicato gioco di equilibro che rende la ritualità del pasto accogliente, intima e, al tempo stesso, evidenzia la tavola come luogo di generosità, piacere e comunicazione. Un nuovo galateo contemporaneo. 

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Dinanzi all’aumento della tecnologia nelle nostre vite, il designer Moritz Putzier si è chiesto cosa sarebbe rimasto di essenziale in una cucina una volta eliminati tutti gli utensili. La risposta è il suo “cooking table”, un tavolo da cucina formato da due assi in legno di rovere che possono aprirsi svelando nel mezzo una guida dove è possibile inserire dei fornelli a gas.

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Questi possono essere spostati da un lato all’altro del tavolo a seconda del bisogno e integrati con una ciotola di ceramica circolare che funge da isolante termico, il cui coperchio può a sua volta essere usato come tagliere. Al mezzo fra uno sgabello e una panca, accompagnano il tavolo sedute dalla geometria inusuale.

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Vincitore di prestigiosi premi, il “cooking table” è, allo stesso tempo, un mobile, un elettrodomestico e uno “spazio sociale”.

Un solaio-amaca, un cubo di sedute modulari spostabili e una scala-libreria: sono questi gli originali elementi a cui lo studio russo Ruetemple ha pensato per dare senso del ritmo, dinamismo e apertura alla stanza di due ragazzi, fratello e sorella. Lo spunto progettuale è la creazione di uno spazio in cui i ragazzi possano studiare e giocare, aperto a diversi usi ricreativi, tutto in un’unica stanza che si sviluppa su due livelli. 

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In quello inferiore, un cubo modulare su ruote composto da tre parti può trasformarsi in un divano o un letto. Chiudendo il cubo, si ottiene una camera in miniatura all’intero della stanza mentre, aprendolo, si creano delle sedute, lasciando libero lo spazio centrale. Sempre al livello inferiore, alcuni arredi fissi creano uno spazio di lavoro con scrivania, armadio, mensole e scale, tutte realizzate in un unico materiale, legno chiaro, per dare un senso di continuità e differenziarsi in un colpo d’occhio dall’arredo mobile caratterizzato, al contrario, dal colore scuro

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Nell’area del livello superiore mansardato in cui il soffitto è più basso, il pavimento è stato in parte sostituito da grandi amache sospese nel vuoto che forniscono un piacevole spazio per il relax e la lettura, grazie anche alla luce che arriva dai grandi lucernai, e possono reggere il peso di più persone contemporaneamente.

Uno spazio pensato, quindi, per adattarsi a diversi tipi di attività e alla fantasia e alla voglia di socializzazione degli occupanti che possono, in qualunque momento e a seconda del proprio mood, passare dagli spazi open a quelli più privati.