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Trend research: Home – Digital Detox, disconnessione temporanea

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La casa è parte integrante dell’ecosistema digitale in cui oggi le persone vivono immerse (del rapporto tra abitare e tecnologia ci occuperemo nel megatrend Phygital House) e, come tale, è anche il luogo in cui queste stesse ricercano momenti di disconnessione temporanea per riconnettersi con se stessi, le proprie emozioni e la propria vita interiore.

Perseguire il comfort e l’indulgenza come stile di vita, significa, infatti, anche saper apprezzare il “lusso” di essere irraggiungibili da mail, messaggi, notifiche, telefonate. Saper staccare la spina per ritagliarsi sani momenti in cui esercitare la propria mindfulness, vuol dire porre l’attenzione al presente osservando il continuo e mutevole flusso di sensazioni e pensieri lontano dalla “schiavitù” che oggi ci vuole always on.

Questo esercizio di benessere e consapevolezza sta diventando una pratica sempre più ricercata dalle persone e lo spazio domestico, per la sua natura di rifugio sicuro, si presta a ospitare quelle che potremmo definire quiet zone, isole di calma e silenzio.

La casa diventa anche il luogo in cui si persegue la ricerca del giusto on/offline balance, quell’instabile equilibrio tra vita fisica e vita digitale.

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È questa la funzione di Belvedere, la scala progettata del designer belga Pierre-Emmanuel Vandeputte. Un oggetto minimo e poetico che permette alle persone di assentarsi temporaneamente e guardare alle cose da un nuovo punto di vista. Realizzata interamente a mano in legno di quercia, ogni scala a pioli è un pezzo unico che riporta il proprio numero serigrafato.

Il suo funzionamento è molto semplice, basta appoggiarla alla parete – in qualunque punto della casa si ritenga opportuno – guadagnare l’altezza, accomodarsi sull’ultimo gradino a forma di sedile e guardare con un nuovo sguardo e da un’altra prospettiva il marasma quotidiano, o, semplicemente, regalarsi un salutare momento di riflessione. La collezione è composta da tre versioni differenti a seconda delle diverse esigenze di “isolamento”.

Quella che lega il possessore al suo smartphone è una vera e propria dipendenza. Si stima che in media le persone controllino il proprio telefono 110 volte al giorno, con punte da record di 900. Un gesto ormai considerato abituale che impedisce la concentrazione e il relax. 

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La designer polacca Agata Nowak ha cercato di invertire la tendenza – quantomeno temporaneamente – progettando una poltrona che tenta di limitare questa “cattiva” abitudine. Offline Chair nasce come un “guscio” in cui racchiudersi per imparare a godere del silenzio senza interferenze e sperimentare una no-digital experience. La forma avvolgente dei bordi e dell’alto schienale, infatti, fa da schermo al rumore circostante e invita chi si siede a guardare davanti a sé, all’ambiente e agli avvenimenti o, semplicemente, a rilassarsi o prestare attenzione al libro che si sta leggendo o alla persona con cui si sta parlando.

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Una speciale tasca posta sul fianco funge da alloggiamento per il cellulare che, una volta inserito all’interno, viene completamente neutralizzato da uno speciale materiale che ne blocca il segnale, disconnettendo l’occupante dal mondo digitale.

La creazione di aree della casa dedicate al Digital Detox si configura, quindi, come un nuovo tema progettuale a cui i designer stanno lavorando per introdurre discretamente nell’arredo “interventi” volti a integrare questa pratica nella user experience della vita e dello spazio domestici.

Due “provocazioni” che, in modo diverso, segnalano la comune esigenza di salvaguardare due momenti della giornata e due spazi clou dell’abitare dall’onnipresenza della tecnologia e della connessione.

La prima si deve all’artista e designer parigino Ignasi Giró che, stanco dell’ingerenza dello smartphone nella sua camera da letto e nel rapporto con la sua fidanzata, ha ideato una particolare sveglia che permette di tenerlo fuori dalla porta insieme alla miriade di “distrazioni” che questo comporta e che hanno fatto diventare il checking habit (l’attività di controllare messaggi e notifiche) l’ultimo gesto che si fa prima di dormire e il primo una volta svegli.

La sveglia non è nient’altro che un cubo di legno che ha l’unica funzione di suonare all’ora prestabilita, Just the bell appunto. Attraverso l’omonima app, il dispositivo si connette via Bluetooth al cellulare e può essere settato sull’orario prestabilito. A questo punto il telefono può essere spento.

La seconda è un’iniziativa di comunicazione non convenzionale ideata da Dolmio, un noto brand australiano del settore Food&Beverage. Pepper Hacker è all’apparenza un normale macinapepe che, però, nasconde al suo interno un meccanismo. Una volta azionato attraverso l’abituale gesto del macinare che si fa a tavola, il dispositivo disattiva il wi-fi, i device tecnologici e anche il televisore di casa per 30 minuti, preservando il rito serale della cena in famiglia. Per funzionare, tutti i device devono essere stati precedentemente collegati alla app AirWatch.

Al momento il macinino è solo un prototipo che il marchio ha distribuito ad alcune mamme del Paese dopo aver effettuato una ricerca sull’influenza che l’utilizzo indiscriminato di smartphone e tablet hanno sulla qualità dei rapporti familiari, di cui le occasioni conviviali deputate al consumo di cibo sono un importante indicatore.