Salone del Mobile Milano

James Turrell

The Substance of Light

Pochi sono gli artisti che hanno saputo consacrare vita e arte a un unico mezzo di creazione e sperimentazione senza mai risultare banali, ovvi o noiosi. James Turrell, settantacinquenne californiano che da 50 anni lavora con la luce, è sicuramente uno di loro. The Substance of Light, la retrospettiva che gli dedica il Museo Frieder Burda di Baden-Baden fino al 28 ottobre, offrirà al pubblico l'occasione di vivere un'esperienza artistica “illuminante”, in senso letterale.


Le opere di Turrell si rifanno all’idea di un’arte non oggettuale: hanno una forte carica emotiva, ma, allo stesso tempo, sono estremamente coinvolgenti dal punto di vista fisico. Si tratta di ambienti, in bilico tra interno ed esterno, tra luce naturale e artificiale, che parlano agli spettatori senza parole e senza (s)oggetti, impattando la vista, il corpo e la mente. Sono progetti solenni, avvolgenti e suggestivi. Vere e proprie esperienze: nel lavoro di Turrell, infatti, la materia impalpabile per eccellenza prende corpo, diventa strumento per plasmare lo spazio e lo spettatore può avvertirne la presenza in maniera fisica e concreta. Così, ciò che conta realmente non è nemmeno più la luce ma il modo in cui lo spettatore la incontra, avverte ed esperisce. Del resto, spiega lo stesso artista: “With no object, no image and no focus, what are you looking at? You are looking at you looking”.


Il rapporto intenso tra istallazione e visitatore si forma già all’inizio del percorso espositivo: la mostra prende avvio dal monumentale spazio di Apani, già presentato alla Biennale d’Arte di Venezia del 2011. In questo, come in altri interventi, la stanza in cui consiste l’opera sembra non avere limiti, cancellati dall’azione sulla nostra visione di particolari sequenze di raggi luminosi. Ha inizio, così, la vera esperienza spirituale: in assenza di punti di riferimento, lo spettatore finisce per rivolgere il proprio sguardo su se stesso, spinto dalla stessa fisica dell’opera ad adottare un approccio meditativo, intimo e raccolto. “In a way, light unites the spiritual world and the ephemeral, physical world” spiega, ancora, l’artista che spinge lo spettatore a immergersi in uno spazio al contempo conosciuto – in quanto reale – e assolutamente nuovo per quanto riguarda la sua percezione sensoriale. Questo il culmine dell’arte di Turrell: l’intersezione tra scienza, tecnologia e spiritualità, secondo una poetica che non ha equivalenti; l’opera non ha forma, esiste soltanto in relazione all’osservatore che vi si immerge o rapporta.


La mostra presenta anche il progetto più ambizioso dell’artista, Roden Crater: un vulcano spento nel deserto dell'Arizona che ha convertito in osservatorio spaziale. Il sito, simile ad alcuni luoghi costruiti in epoca Incas, è stato studiato per diverse finalità: dall’osservazione dei mutamenti della luce diurna agli spostamenti notturni dei pianeti e delle stelle. Una selezione di modellini, fotografie e un documentario raccontano l’opus magnum della carriera dell’artista.


La mostra prosegue di fenomeno in fenomeno, di stanza in stanza, fino alla nuova creazione, realizzata da Turrell appositamente per la collezione del Museo Frieder Burda: la Curved Wide Glass, Accretion Disk concretizza appieno l’afflato cosmico dell’arte dell’autore. Come il disco di gas e polvere stellare che orbita attorno a un corpo celeste, così lo spettatore si “sintonizza” sull’oggetto curvo che costituisce l’opera, osservandone il cambiamento di colore nell’arco di diverse ore.


JAMES TURRELL. The Substance of Light
 

Museum Frieder Burda  
Lichtentaler Allee 8b 
76530 Baden-Baden


9 giugno – 28 ottobre 2018


www.museum-frieder-burda.de

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01. - 02.   James Turrell, Ganzfeld Apani, 2018 © James Turrell, Foto: Florian Holzherr
03. - 04. James Turrell, Curved wide glass, 2018 ©  James Turrell, Foto: Florian Holzherr
05. - 06. - 07. James Turrell, Ganzfeld Apani, 2018 © James Turrell, Foto Florian Holzherr
08. James Turrell, Roden Crater Arizona © James Turrell; Foto: Florian Holzherr
09. James Turrell, Stone Sky, 2005 © James Turrell; Foto: Florian Holzherr
10. James Turrell, Ganzfeld Apani, 2011 © James Turrell, Foto: Florian Holzherr 
11. James Turrell, Wedgework, 2016, © James Turrell; Foto: Florian Holzherr