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Disegnare con gli alberi

Creare un’opera d’arte vivente, come solo la natura sa fare. Questa, in sintesi, la sfida e l’ambizione di Marco Bay, architetto per formazione, paesaggista per amore. Una passione che arriva dagli anni speciali dell’infanzia, quando trascorreva le estati al lago o in campagna dove ha imparato a distinguere un rododendro da un’azalea, come si pota una siepe, come si semina nel semenzaio, quando è tempo di riparare i vasi nella serra, come si rastrella la ghiaia. 

Animato da questo slancio, l’architetto milanese ha scelto di dedicare la propria vita a disegnare la terra e “progettare verde”, arricchendo piazze e cortili, case di campagna e palazzi, con i pieni e i vuoti, le linee e le curve, i cromatismi e le texture del mondo vegetale. Giardini che nascono da segni tesi alla conquista della spazialità, volti alla valorizzazione delle prospettive e del carattere del luogo, rispettosi del succedersi delle stagioni. E se le ispirazioni possono essere infinite – dalle preesistenze naturali alle architetture, dal clima alla storia di un certo luogo – ogni sua opera è, nella pratica, il frutto di un’incessante ricerca illuminata da alcune idee guida: imparare a “vedere” il paesaggio che ci circonda, capire la natura del terreno e interpretare i bisogni di ogni pianta affinché possa crescere sana e robusta anche in un habitat fortemente antropizzato. E, non da ultimo, del desiderio di mettere in relazione l’uomo e la natura. In ogni caso, il risultato è sempre qualcosa in grado di emozionare.

Così, in ogni progetto, Marco Bay mette tutto se stesso, e molto di più: “come architetto, disegno siepi e filari di alberi creando nuove spazialità sulla terra. Come botanico, cerco l’inesplorato del mondo vegetale. Come giardiniere, pratico con le piante, perché la scena dipende da ogni singolo gesto e la manualità mi aiuta a prendere decisioni concrete. Come fotografo, osservo il paesaggio attraverso l’obiettivo, mantenendo la stessa intensità di sguardo. Come artista, sul tavolo dello studio, disegno a mano libera, dal singolo ramo al paesaggio. Come regista, coordino la squadra che lavora a un progetto. Come cuoco, alterno erbe odorose e verdure ai fiori, e i confini si mescolano mirabilmente. Come scrittore, annoto i miei pensieri sui progetti del mondo naturale, quello urbano e quello selvatico, e mi ritrovo ad esserlo"

E proprio da questi appunti nasce Disegnare con gli Alberi, volume che racconta con voce lieve, a tratti poetica, e sempre evocativa, la meravigliosa fatica di immaginare e costruire spazi verdi in luoghi dove il verde è trascurato, oltraggiato, bandito. Un testo che, con molta umiltà, insegna anche a giocare con piante e fiori, a scegliere e combinare sfumature e trasparenze, quelle più adatte a esprimere la propria personale idea di armonia. Dalla magia del momento in cui l’idea progettuale viene concepita fino alla messa a dimora delle piante scelte con cura nei vivai, passando per lo studio scenografico del giusto contrappunto di luci e ombre, queste pagine, impreziosite dai disegni dell’architetto, testimoniano un processo creativo del tutto particolare: la genesi delle opere d’arte viventi di cui sopra, destinate a cambiare e a rinnovarsi – come gli esseri umani – giorno dopo giorno e stagione dopo stagione.

 

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