Salone del Mobile Milano

Il design e il territorio

Completamente riallestito, per conto di Triennale Design Museum, l’ultimo piano della Villa Reale di Monza, detto “Belvedere”, prende in esame la progettualità in area briantea attraverso la sinergia di ben cinque mostre:


Ritrovare Gianfranco Frattini
A cura di Marco Romanelli
 

L’esposizione si focalizza sull’attività di furniture designer di Gianfranco Frattini (1926-2004), pur non tralasciando di segnalare le sue incursioni nel product e la forte continuità con gli interni. Allestita grazie alla preziosa collaborazione degli eredi Frattini, presenta esclusivamente materiali originali provenienti da collezioni pubbliche e private, nonché dagli archivi delle aziende. È la prima esposizione monografica al mondo dedicata a Gianfranco Frattini dopo la sua scomparsa.

 

Monza e Arredoluce
A cura di Anty Pansera
 

In mostra una selezione di venti pezzi iconici dell’azienda monzese che, ingiustamente dimenticata, racconta una speciale storia del design italiano. Fondata nel 1943 da Angelo Lelii, Arredoluce esordisce ufficialmente alla VIII Triennale di Milano nel 1947. Da quel momento coinvolgerà celebri designer quali i Fratelli Castiglioni, Gio Ponti, Ettore Sottsass. Negli anni Sessanta sarà invece lo stesso Lelii a disegnare il 90% delle lampade prodotte da Arredoluce e parallelamente comincerà un fruttuoso sodalizio con Nanda Vigo. L’avventura di Angelo Lelii si conclude nel 1973.


Cantù e La Selettiva del Mobile
A cura di Tiziano Casartelli


Alla metà degli anni Cinquanta la presa di coscienza dei ritardi estetici e produttivi del sistema brianteo induce alcuni operatori canturini a ideare il Concorso Internazionale del Mobile, comunemente conosciuto come Selettiva del Mobile. La prima edizione della Selettiva avrà una  vastissima risonanza. Alto il profilo della giuria, formata, tra gli altri, da Gio Ponti, Carlo De Carli, Alvar Aalto e Finn Julh che assegnerà il primo premio all’architetto svizzero Werner Blaser. La Selettiva si svolgerà ancora per 8 edizioni, fino al 1975. La mostra ne ripercorre le tappe principali, presentando esclusivamente documenti e arredi originali.


Lurago d’Erba e le fibre naturali
A cura di Matteo Pirola
 

Prendendo Lurago d’Erba come punto di partenza, la mostra “Lurago d’Erba e le fibre vegetali” indaga una storia secolare dedicata alla lavorazione di materie naturali quali il giunco, il midollino, il vimini e la paglia. Una prima sezione illustra gli oggetti realizzati da industrie briantee, in particolare Bonacina 1889, e progettati da maestri quali Albini, Ponti, Joe Colombo, Umberto Riva e Bruno Munari. Seguono autori quali Patricia Urquiola, Tom Dixon e designer della più giovane generazione, come i Formafantasma, capaci di continuare questa storia secolare con piccole serie o autoproduzioni. 


Monza e gli ultimi cappellai
A cura di Lorenzo Damiani
 

Monza, un tempo conosciuta come “città del cappello”, ha progressivamente cancellato dal proprio territorio le aree produttive che l’hanno resa celebre nel mondo, ma, ancora oggi alcune zone della città sono denominate con i cognomi dei grandi cappellai di metà Novecento. La memoria dei cappellai briantei è ormai tenuta viva da una sola azienda, fondata nel 1952, la Vimercati Hats 1952. Viene utilizzato il feltro e ogni cappello necessita di una lavorazione la cui durata varia dai 15 ai 21 giorni, per permettere al materiale di riposare tra una fase e l’altra.
MR

Belvedere della Villa Reale
Viale Brianza 1, Monza

15 aprile – 30 settembre 2018
​martedì-domenica, 10.00-19.00


Concept: Silvana Annicchiarico / Triennale Design Museum
Art Direction: GB Studio, Milano

http://www.triennale.org/mostra/il-design-e-il-territorio/

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1.  1959, terza Selettiva, Frattini, libreria rotante
2.  Umberto Riva, Chaise Longue, Vittorio Bonacina, 1960
3.  1969, Arredoluce , Nanda Vigo, Golden Gate
4.  L'antica fabbrica Vimercati