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Tadao Ando, The Challenge

Fino al 31 dicembre, il Centre Pompidou dedica una grande retrospettiva all’architetto giapponese Tadao Ando, figura chiave dell’architettura contemporanea. La mostra racconta i suoi principali concept creativi – l’uso del cemento levigato, la prevalenza di volumi geometrici semplici e l’integrazione di componenti naturali come luce e acqua nei suoi progetti spaziali – ed esplora il valore dato all’intensità dell’esperienza fisica nella sua architettura.
 

Presentata all’interno della mostra Japonismes 2018, l’esposizione – egregiamente curata da Frédéric Migayrou con il supporto di Yuki Yoshikawa e in stretta collaborazione con Tadao Ando – ripercorre l’intera carriera dell’architetto attraverso cinque sezioni tematiche. Intitolata “The Challenge”, vuole essere un messaggio per un’architettura più umana, universale e condivisibile: un invito ben illustrato dal rifacimento della facciata della Church of the Light, simbolo iconico del suo lavoro, che l’architetto ha ricostruito di fronte ai finestroni della Galerie 3 del Centre Pompidou.
 

Affascinato dall’architettura, Tadao Ando abbandona una carriera professionistica nella boxe e si imbarca in un viaggio iniziatico per apprendere le basi di quella che era (ed è) la sua più grande passione. Nel 1969, fonda il suo studio a Osaka, dove realizza progetti sobri, dalle linee pulite, in netta contrapposizione rispetto alla tendenza dell’architettura tecnologica degli anni ‘70. Nei suoi 50 anni di carriera, Ando realizza oltre 300 progetti per i quali ha ricevuto molti premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso Pritzker Prize per l’architettura nel 1995. 
 

La retrospettiva analizza i diversi periodi della sua carriera e illustra le sue imprese cardine: la Azuma House di Sumiyoshi (1976), Naoshima (dal 1988 ad oggi), la Church of Light (1989) e La Bourse de Commerce di Parigi (autunno 2019) sono alcuni dei grandi progetti presentati in un’installazione ideata dallo stesso Tadao Ando e prodotta in collaborazione con la sua agenzia. La mostra propone una cinquantina dei suoi progetti principali attraverso 180 disegni, 70 modelli originali e numerosi slide show, articolati in quattro temi principali: la forma base dello spazio; la sfida urbana; le origini del paesaggio; il dialogo con la storia

La sezione centrale (e quinto tema) della mostra è la grande installazione: «Naoshima», un lavoro rappresentativo del dialogo dell’architetto con i paesaggi naturali dell’isola di Naoshima. Dal 1987, su quest’isola della prefettura di Okayama nel Giappone meridionale, Ando lavora a una serie di progetti che hanno completamente rimodellato la topografia del luogo creando un nuovo ambiente in cui è stata ripristinata l’ecologia del paesaggio. Un museo d’arte moderna, parzialmente sepolto in una collina nella parte meridionale dell’isola, e un promontorio roccioso che offre un panorama spettacolare sull’intero sito, sono alla base di tutte le opere che, piuttosto che essere create secondo un progetto, sono state concepite come un dialogo tra arte, architettura e territorio e sono, dunque, frutto di uno scambio e di una attenta considerazione della cultura tradizionale del luogo. Qui, i progetti di Tadao Ando seguono una geometria direttamente correlata alla topografia dell’isola e dei suoi profili. L’architettura è spesso sotterranea e crea un percorso spirituale, un cammino che evoca la sensazione che arte e natura siano indissolubilmente legati.
 

Tutte le opere in mostra sono accompagnate da disegni in grafite, appunti di viaggio e fotografie scattate dall’architetto stesso, mai esposti prima a un pubblico europeo.
 

Tadao Ando commenta: “Non posso fingere di essere un giudice obiettivo del mio lavoro. Per me l’architettura è la ricerca di soluzioni individuali in specifiche circostanze. Progetto case avendo in mente determinati individui, e in qualsiasi momento del processo di progettazione le mie emozioni giocano un ruolo chiave. Lasciando agli altri il compito di analizzare o classificare il mio metodo, ho scelto lavori che hanno rappresentato svolte nella mia carriera per ripercorrere il cammino che ho intrapreso da quando ho iniziato il mio percorso professionale nell’architettura. Sebbene abbia iniziato con l’intento di gestire le cose in ordine cronologico, il risultato è un testo frammentario legato da un filo conduttore esistente in primo luogo nei miei ricordi. Tuttavia, ritengo di essere riuscito a esprimere fedelmente ciò in cui ho fermamente creduto nel corso della mia vita”.


Tadao Ando, The Challenge
Galerie 3 - Centre Pompidou
Parigi
 

10 ottobre - 31 dicembre 2018 
dalle 11:00 alle 21:00

www.centrepompidou.fr/en

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01. Koshino House, 1981-1984 - Photo: Shinkenchiku-sha
02. Church on the Water, 1988 - Photo: Yoshio Shiratori
03. Children's Museum Hyogo, 1989 -  Photo: Tomio Ohashi
04. Benesse House Museum Naoshima, 1992 - Photo:  Kaori Ichikawa
05. Nariwa Museum, 1994 - Photo: Mitsuo Matsuoka
06. Chikatsu-Asuka Historical Museum, 1994 - Photo: Shinkenchiku-sha
07. Awaji Yumebutai, 1999 - Photo: Mitsuo Matsuoka
08. Sayamaike Historical Museum, 2001 - Photo: Mitsuo Matsuoka
09. Pulitzer Foundation for the Arts, 2001 - Photo: Shinkenchiku-sha
10. Modern Art Museum of Fort Worth, 2002 - Photo: Mitsuo Matsuoka
11. Chichu Art Museum Naoshima, 2004 - Photo: Tadao Ando Architect & Associates
12. Punta della Dogana, 2009 - Photo: Shigeo Ogawa
13. Stone Sculpture Museum, 2010 - Photo: Shigeo Ogawa
14. Roberto Garza Sada Center, 2012 - Photo: Shigeo Ogawa
15. Ando Museum Naoshima, 2013 - Photo: Shigeo Ogawa
16. Shanghai Poly Theater, 2014 - Photo: Shigeo Ogawa
17. Hill of the Buddha, 2015 - Photo: Shigeo Ogawa
18. Liangzhu Village Cultural Art Center, 2015 - Photo: Vanke
19. Tadao Ando - Photo: Kazumi Kurigami