Salone del Mobile Milano

FATTOBENE

Italian Everyday Archetypes

Chi dice che le icone del design italiano debbano essere unicamente oggetti d’arredo realizzati da celebri progettisti, spesso, solo nelle stanze di appassionati e collezionisti? Ci sono oggetti che costellano, da sempre, le case di tutti gli italiani: sono oggetti minuti, silenziosi, ma dal fascino irresistibile, entrati da tempo a far parte del nostro quotidiano e, ancora oggi, in produzione esattamente identici a come sono nati. Negli anni, il loro ruolo è cambiato e, da semplici prodotti industriali, si sono trasformati in vere e proprie icone.


Il volume FATTOBENE – Italian Everyday Archetypes, curato da Anna Lagorio e da Alex Carnevali, ne raccoglie, con grande affetto e un pizzico di nostalgia, una significativa manciata: dalla Coccoina (il cui barattolo è esposto anche al MoMA), alle Pastiglie Leone; dalla Crema Sapone Cella, alla Lavanda Coldinava; dalle Amarene Fabbri nell'iconico vaso di ceramica, alle liquirizie Amarelli nelle loro scatoline di latta, al Lievito Paneangeli; dagli spazzolini Acca Kappa al dopobarba Mentolat. Solo per citarne alcune. Tutti oggetti dal design anonimo di rara bellezza. Oggetti la cui forza risiede nella loro autenticità, riconoscibilità e ottima qualità. Talmente fatti bene da essere perfetti così come sono, simbolo del più vero made in Italy che si possa immaginare.


FATTOBENE è un atlante della cultura materiale italiana, un viaggio nella storia industriale del nostro Paese. I curatori raccontano la realtà di 35 aziende che, con i loro prodotti, hanno attraversato indenni due guerre mondiali e che continuano a produrre con la stessa cura di un tempo. Materiale d'archivio – spesso inedito – fatto di fotografie, cartoline, prototipi e manifesti pubblicitari rivela aneddoti, storie e curiosità di prodotti con i quali siamo cresciuti. Non solo. Tra le pagine del libro, troviamo anche oggetti assolutamente anonimi: anonimo il designer, anonima la casa produttrice. Oggi, li chiameremmo archetipi, articoli, cioè, senza marca che sono sul mercato da tempo immemorabile come l’intramontabile scopa di saggina; i cannelli di zolfo, usati come antinfiammatorio topico; il rigagnocchi, sul quale fare scorrere lo gnocco per imprimergli la tipica rigatura… .


Perché il libro ci piace? Per lo stesso motivo per cui Bruno Munari inventò il "Compasso d'Oro a Ignoti” – rendendo simbolicamente omaggio a tutti quei creatori di oggetti che non sapevano neppure di essere designer – o per cui Sigfried Giedion, storico e critico dell'architettura, elogiava e scriveva di cose modeste: “Sono cose di poca importanza esteriore [...] Cose che abitualmente non sono prese sul serio; per lo meno per quanto riguarda la storia. Ma come in pittura, anche nella storia, non conta l’importanza della materia trattata. Anche in un cucchiaino di caffè si rispecchia il sole. Nel loro complesso le cose modeste, [...], hanno sconvolto il nostro sistema di vita sin dalle fondamenta. Queste piccole cose quotidiane si accumulano sino a formare energie che afferrano tutti quanti si muovono nella cerchia della nostra civiltà”

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