Salone del Mobile Milano

Cromorama.
Riccardo Falcinelli

Come il colore ha cambiato il nostro sguardo

Perché, oggi, se pensiamo al giallo, è quello dei Simpson? Perché, invece, Flaubert veste di blu Emma Bovary? Perché nei dipinti di Mondrian il verde non c'è mai? E perché invece Hitchcock lo usa in abbondanza?

Nella società attuale, il colore non è solo una sensazione né un mero attributo delle cose. Il colore è spesso un’idea, o un’aspettativa. Certe tinte diventano un tutt’uno con gli oggetti che le indossano al punto che è difficile pensarli altrimenti. Non è un caso, il fatto che se noi (o Google) cerchiamo una matita, la immaginiamo gialla. La matita gialla è più matita di qualsiasi altra. E’ un archetipo. Un modello mentale a cui rapportiamo tutti gli altri. Scomodando Platone, potremmo dire che la matita gialla è l’idea stessa di matita, mentre quelle rosse, blu e verdi sono pallide copie. 

Nella società delle immagini il colore informa, come nelle mappe. Seduce, come in pubblicità. Narra, come al cinema. Gerarchizza, come nelle previsioni del tempo. Organizza, come nell'infografica. Valorizza, come nei cosmetici. Distingue, come negli alimenti. Oppone, come nella segnaletica stradale. Si mostra, come nei campionari. Nasconde, come nelle tute mimetiche. Si ammira, come nelle opere d'arte. Infine, nell'esperienza di ciascuno, piace. Tutto questo accade grazie a qualche tecnologia. In primis quella dei mass media, che comunicano e amplificano le abitudini cromatiche. Il pubblico osserva, sceglie, impara; finché queste consuetudini non standardizzano la percezione e il colore comincia a parlare da solo, al punto da sembrare un fatto naturale.

Questo, e molto di più è ciò che ci racconta CROMORAMA di Riccardo Falcinelli, uno dei più apprezzati visual designer sulla scena della grafica italiana. E’ un viaggio, colto e articolato, e non solo visivo, alla scoperta della simbologia dei colori nel mondo contemporaneo: dal nero del lutto al rosso del comunismo, dal giallo dei Simpson al manto azzurro che, tradizionalmente, avvolge la Madonna, ogni colore ha un significato, tanto nel cinema quanto nel campo delle arti figurative, dalla pittura alla fotografia, fino alla vita quotidiana. 

Intrecciando storie su storie, oggetti su oggetti, illustrazioni su illustrazioni (ben 400!), Falcinelli narra come si è formato lo sguardo moderno. Se tutte le società di ieri hanno costruito sistemi simbolici in cui il colore aveva un ruolo centrale, oggi accade una cosa nuova e straordinaria: la tecnologia e l’industria cambiano il modo in cui guardiamo le cose, abituandoci a nuove percezioni. Visto su uno smartphone, un affresco risulta luminoso come una foto digitale. Le tinte cariche e brillanti dello schermo sono ormai il parametro con cui valutiamo la purezza di ogni fenomeno cromatico. Chi ha conosciuto il colore della televisione, insomma, non può più vedere il mondo con gli occhi del passato. Ecco che, Cromorama ci svela come il colore sia diventato un filtro con cui pensiamo la realtà.

 

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