Salone del Mobile Milano

80 anni di Knoll e della poltroncina Butterfly

Quella di Knoll è un’avventura iniziata 80 anni fa, dalla visione e dal carisma di un giovane tedesco trasferito negli Stati Uniti e dalla straordinaria sensibilità progettuale di una giovane donna architetto che poi sarebbe diventata sua moglie: Hans e Florence Knoll. Da allora, Knoll ha realizzato mobili che sono diventati vere e proprie icone, mai tradendo quel senso di modernità che, da sempre, caratterizza il suo DNA.

L’idea rivoluzionaria di Knoll è stata quella di pensare non al singolo elemento d’arredo ma allo spazio. Da questo approccio ne è nata una produzione in bilico tra funzionalità e valore estetico. Con un’idea di stile che supera i confini tra epoche differenti, tra dimensione domestica e lavorativa, tra interno ed esterno.

Come celebrare un anniversario tanto importante? Rieditando un pezzo cult che di anni ne ha tanti quanti il brand, ossia l’elegante poltroncina Butterfly. È il 1938 quando l’azienda viene fondata e ideata una seduta tanto speciale che, inserita a catalogo dal 1947 al 1951, riscuoterà un successo tale da attraversare quasi un secolo di gusto e costume con chiara nonchalance. Merito di quell’attitudine alla trasformazione, all’adattabilità e all’evoluzione che è propria di Knoll.

La storia della poltroncina inizia almeno un anno prima, nel 1937, quando tre giovani architetti, Antonio Bonet di Barcellona, Juan Kurchan e Jorge Ferrari-Hardoy di Buenos Aires, s’incontrano a Parigi e hanno l’ardire (e la fortuna) di bussare (ed essere ricevuti) all’indirizzo più ambito del mondo dell'architettura di allora: il n.5, Rue de Sévres, lo studio di Charles-Edouard Jeanneret, già meglio noto come Le Corbusier. I tre architetti trascorrono un anno a studiare con lui, assorbendo insegnamenti, stimoli, ispirazioni. Sicuramente sfogliano le pagine de L'Art Décoratifs d'Aujourd'hui, l’opera in cui Le Corbusier demolisce l'idea di arte decorativa a favore del design moderno. Se queste sono le premesse, non sorprende che l’anno successivo, di ritorno in Argentina, i tre abbiano un’intuizione a dir poco formidabile: ridisegnare un grande classico dell’arredo militare, la cosiddetta “Tripolina”, una poltrona pieghevole, leggera, con un’ossatura di legno e giunti metallici come base per una copertura in tela o pelle, disegnata da Joseph B. Fenby nel 1877 per l’esercito britannico. I tre architetti lavorano soprattutto sulla struttura, influenzati dalla diffusione internazionale del tubolare metallico che aveva identificato nel decennio precedente il mobile razionalista.

La struttura in legno con giunti metallici di “Tripolina” (troppo complessa per una produzione di massa) fu sostituita da due elementi in metallo ricurvo a creare un unico design circolare e continuo. La nuova versione perdette in flessibilità, ma acquisì caratteristiche decisamente più interessanti. La forma della seduta mantenne la sua semplicità, anzi, il tratto si fece più pulito e definito, e la struttura divenne lineare ed essenziale. Questa nuova poltroncina sintetizzava in un’unica forma i vantaggi di due stili. Da un lato, appariva versatile, leggera e impilabile come una sedia, dall’altro risultava comoda e ampia come una poltrona. Nel 1947, Hans Knoll decide di acquisirne i diritti e per quattro anni la produrrà come Model n.198. Da allora, il numero di nomi con cui è conosciuta – BFK, l'Argentina, l'Africana, la sedia Hardoy o, più comunemente, la Butterfly–  sono secondi solo agli innumerevoli tentativi di imitarla.

La Butterfly anticipava di quasi trent’anni le ricerche radicali sulle sedute anticonvenzionali e vernacolari, inventava un nuovo modo di stare seduti, rendendo i suoi utenti liberi dai formalismi sociali e capaci di una forma di convivialità che sarà la base del progetto del mobile contemporaneo portata avanti dagli anni ’50 in poi. La poltroncina che Knoll propone nel 2018, sulla base di un progetto concepito a 80 anni di distanza, introduce materiali nuovi in grado di migliorare l’esperienza sensoriale di chi la usa. Grazie alla tecnologia e all’artigianalità di Knoll l’attuale Butterfly presenta linee sinuose e dinamiche rese tali anche dalla qualità dei materiali utilizzati: la struttura è in acciaio mentre la seduta è realizzata in feltro termoformato. Quest’ultimo elemento in particolare rappresenta la vera innovazione della poltroncina, in quanto grazie alla sua lavorazione costituisce una struttura fissa autoportante, che ricopre il doppio ruolo di seduta e rivestimento. Inoltre, la sagomatura a laser del tessuto, senza cuciture ulteriori, permette di applicare direttamente la seduta alla struttura in acciaio, garantendo comodità ed eleganza.

Innovazione, raffinatezza, intramontabilità: tre principi che Butterfly riesce a raccontare in un unico progetto, creando una dimensione ferma nel tempo e nello spazio.

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