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Sofia e Anna, il vostro design è molto attuale. Si parla tanto di storytelling e i vostri progetti raccontano proprio storie sul processo di produzione e sui materiali. Che cosa vi attrae in tutto ciò?

Siamo interessate agli oggetti e a quello che raccontano del nostro tempo e della nostra cultura. Siamo affascinate da ciò che un oggetto dice del tempo e del contesto in cui è stato fatto.

Non abbiamo mai parlato di “storytelling”, siamo solo state affascinate e incuriosite dagli oggetti.

Desideriamo che i nostri pezzi abbiano un’espressione diretta, ma spesso hanno anche storie da raccontare sul processo, il materiale o il contesto per cui sono stati fatti. I nostri oggetti spesso comunicano una storia sullo sviluppo del progetto, sul materiale con cui sono fatti o sulle convenzioni del design. Abbiamo lavorato con un prestigiatore, animali, computer e varie macchine per stimolare queste domande.

Avete un metodo di lavoro che parte da un confronto di idee, si sviluppa nell’esplorazione e nella sperimentazione, tutte e 3 insieme, democraticamente e sempre: scelto a priori o è emerso pian piano?

Sviluppiamo le idee in squadra, dove ciascuna dà il proprio contributo. Insieme creiamo cose che nessuna di noi da sola avrebbe potuto creare. Lavorare insieme è naturalmente più divertente.

Provocazione, emozione, sperimentazione, magia, ironia. Lavorare divertendosi non è da molti! Non avete mai paura di potervi annoiare un giorno?

La curiosità è importante per un designer. Nuove conoscenze possono arrivare da molti diversi luoghi, dalla letteratura, dalle persone che incontri, dai viaggi, dal quotidiano, non si finisce mai. Annoiarsi fa anche bene, poi devi sfidare te stesso e la tua immaginazione in nuovi modi.

Il Vostro trampolino di lancio è stato il SaloneSatellite nel 2004 e 2005. Che cosa ricordate di quel momento, come vi è stato utile e se oggi foste debuttanti vi ripartecipereste?

Per noi è stato fantastico venire a Milano e presentare il nostro lavoro. Era il progetto presentato al corso finale dei nostri studi e lo esponevamo per la prima volta. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere espositori di tutto il mondo e incontrare tante persone con cui poi abbiamo continuato a collaborare. Anche se è una grande fatica è fantastico perché è la tua mostra, dove puoi creare il tuo mondo a somiglianza del tuo lavoro e dei tuoi interessi. Lo rifaremmo sicuramente se dovessimo iniziare ora. 

Voi siete svedesi e i vostri prodotti (molti di essi) sono realizzati da aziende italiane. Come funziona questo connubio?

Sia l’Italia che la Svezia hanno molte aziende di mobili e imprese con abili artigiani ed entrambi condividono un grande interesse e conoscenza del design. In questo senso ci sono molte somiglianze.

Le imprese italiane sono appassionate di design e spesso vogliono andare oltre i limiti di quello che può essere fatto, e ciò è fantastico. Adoriamo la nostra collaborazione con Moroso e Porro, ad esempio. È di grande ispirazione lavorare con persone che hanno questa immensa passione e conoscenza del design: insieme a loro abbiamo fatto progetti che non avremmo potuto fare con nessun’altra azienda.

Ogni nuova collaborazione è per noi unica e troviamo una grande ispirazione nelle loro particolari caratteristiche.

Premi internazionali, copertine di riviste glamour e, nel 2010 una personale al Röhsska Museo di Göteborg. È facile o difficile avere successo? 

Ah, ah! Se il successo significa  lavorare con qualcosa che ti piace insieme al tuo miglior amico, allora penso che abbiamo avuto successo. Il mondo dell’industria del design è un business difficile con molto duro lavoro ma è anche un gran divertimento e non ci si annoia mai!

 

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