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Adriano Design

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Avete partecipato due volte al SaloneSatellite nel 2002 e 2003. Cosa ha significato per voi allora e poi?

Partecipare al SaloneSatellite è un'esperienza unica per un giovane designer, un'occasione di confronto internazionale con chi fa il tuo stesso mestiere e con un pubblico enorme e globale. Per noi è stata una svolta, un'occasione per crescere professionalmente, per capire dinamiche di rapporto con la stampa, con il pubblico, con i clienti. Bisogna essere fisicamente preparati per resistere ai ritmi di una settimana piena di impegni giorno e notte come quella del Salone del Mobile di Milano, bisogna pianificare ogni cosa con cura ma è sicuramente una settimana magica che regala grandi soddisfazioni a un giovane designer. Sul poi possiamo dire che la partecipazione al Satellite è come un tatuaggio, non va più via, diventa parte di te e continua a regalarti opportunità anche a distanza di molti anni.

C’è un valore aggiunto del SaloneSatellite rispetto ad altre manifestazioni simili? Tornate mai a visitarlo?

Il SaloneSatellite è unico in tutto, abbiamo partecipato a moltissime manifestazioni simili negli anni ma il Salone del Mobile di Milano ha caratteristiche che per ora sono inarrivabili per tutti in qualsiasi parte del mondo. Per tutti i designer il SaloneSatellite è la tappa d'obbligo del Salone del Mobile, si possono ancora vedere progetti senza compromessi, ragazzi che mettono la passione davanti al denaro e questo è quello che un designer vorrebbe poter fare tutti i giorni ma non è così facile come dirlo.

I vostri progetti evidenziano una continua evoluzione, a partire da quelli pensati per la casa. Come immaginate lo scenario domestico futuro?

Bella domanda, le nostre società (diciamo nostre società perché oggi viviamo in molte società diverse nello stesso momento e nello stesso luogo) stanno mutando con una velocità che non ha eguali nella storia dell'uomo, non fai in tempo a immaginare uno scenario futuro che è già passato, in un mondo sempre più complicato c'è sempre più bisogno di semplicità e il design è questo, cose semplici, che migliorano la vita, che creano affezione e che durano nel tempo, coseche hanno un'etica.

Le persone hanno mutato atteggiamenti verso i consumi, in particolare, optando per soluzioni pratiche e mirate piuttosto che legate all’apparire. Come si inserisce il vostro progettare in questo nuovo panorama?

È una bella notizia che le persone stanno aprendo gli occhi e stanno diventando consumatori attenti, evoluti, colti che non abboccano a messaggi persuasivi e alla facilità dell'acquisto a scaffale. Noi crediamo da sempre che un oggetto ha una storia e un'anima e che chi acquista deve conoscere tutto del prodotto perché deve affezionarsi a esso per averne pieno godimento d'uso altrimenti rimane un “consumatore” non un “utilizzatore”.

Il binomio azienda-designer che cosa rappresenta per voi?

A questa domanda potremmo rispondere con un libro, e forse prima o poi lo scriveremo. Abbiamo avuto e abbiamo come clienti aziende di tutte le dimensioni; l'emozione di rilanciare un'azienda destinata a morire o la nascita di un'azienda dal nulla è la massima soddisfazione per il nostro lavoro. Vedere che un prodotto diventa anima di un'azienda, che tutti quelli che ci lavorano sono entusiasti e fieri di partecipare all'impresa, che designer e imprenditore “giocano” fianco a fianco con intenti comuni condividendo tutte le scelte, regala emozioni uniche che appagano pienamente degli enormi sforzi del proprio lavoro. Purtroppo i casi di rapporto “paritario” e di “affiatamento” tra designer e azienda non sono così comuni, anzi sono delle rarità, ma vanno ricercati con costanza e caparbietà perché solo con questo binomio si fanno prodotti di sicuro successo e di profonda soddisfazione.

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