08 aprile - 13 aprile 2014

Dove vivono gli architetti

Fiera Milano, Rho - Pad. 9

Degli architetti siamo abituati a vedere le opere, quelle concepite per gli altri e per le vite degli altri. Ma dove vivono gli architetti, o meglio, cosa sono e come sono le loro case?


Un riflesso preciso della loro poetica progettuale, una sperimentazione assoluta o qualcosa d’altro? “Dove vivono gli architetti” vuole rispondere a queste domande e curiosità e allo stesso tempo allargare la visione all’architettura domestica. Il concept dell’evento risiede infatti nella convinzione che tra tutte le discipline progettuali, l’architettura domestica sia quella più ricca di sviluppi e più aperta alla sperimentazione, in quanto capace di coniugare architettura e design.

Ideata e curata da Francesca Molteni e Davide Pizzigoni, “Dove vivono gli architetti” è il diario di una esplorazione/incursione a casa di otto protagonisti dell’architettura mondiale: Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Studio Mumbai/ Bijoy Jain.

Otto interni d’autore dialogano tra loro e con le città, metropoli internazionali al centro di una profonda metamorfosi: Tokyo, Milano, Berlino, Parigi, Londra, San Paolo, New York e Mumbai.

Un’occasione per avvicinarsi alle forme molteplici dell’abitare a latitudini diverse – attraverso la costruzione di racconti privati, storie di spazi e oggetti, immagini inedite e indizi nascosti – cui i curatori hanno dato forma di video, suoni, interpretazioni di ambienti e dettagli.

Gli alberi di Shigeru Ban e la casa costruita intorno alla Hanegi Forest; la libreria-scala di Mario Bellini, da percorrere con molte soste; la bolla di cemento di David Chipperfield nel quartiere berlinese del Mitte; i guerrieri di Massimiliano e Doriana Fuksas, che aspettano il ritorno dei proprietari in compagnia di Jean Prouvé; il dinamismo di Zaha Hadid nel candore di un impluvium; la finestra cinemascope di Marcio Kogan; le migrazioni di Daniel Libeskind fino a Ground Zero; la reading room di Studio Mumbai/Bijoy Jain, per leggere luci e ombre della natura indiana.

Elementi forti, che caratterizzano le otto case, sono stati astratti, sintetizzati, riprodotti su grande scala, e messi a confronto con le immagini reali nei 30 video che compongono le installazioni in mostra. Per vedere dove vivono gli architetti, o meglio, cosa sono e come sono le loro case: un riflesso della loro poetica progettuale, un manifesto, un luogo di sperimentazione.