Salone del Mobile Milano

Trend Research: FutureCraft Home - Artisanal-Tech Furniture

L’incontro tra le nuove tecnologie e i saperi manuali, tramandati di generazione, in generazione sta producendo terreno fertile per l’innovazione sia di processo sia di prodotto. Gli strumenti a disposizione degli artigiani digitali permettono di sperimentare non solo nuove estetiche e modalità espressive ma anche nuove pratiche collaborative tra i progettisti stessi e le persone che utilizzeranno quanto da loro realizzato.

Questa combinazione, che prende vita nei Fab lab o nelle nuove piattaforme di progettazione open source, porta il grado di personalizzazione di mobili, arredi e complementi a un nuovo livello nella scala evolutiva consentendo a chiunque di partecipare in prima persona alla costruzione del proprio ambiente domestico

Guardando in prospettiva allo sviluppo di quella che oggi è una tecnologia allo stato embrionale - la stampa 3D – non è difficile immaginare un futuro prossimo in cui la sua diffusione potrebbe trasformare la casa stessa in un luogo capace di auto-produrre i suoi “componenti”.

Opendesk è la piattaforma inglese, di base nel quartiere londinese di Hackney, che mette a disposizione online i progetti di sedie, tavoli/scrivanie e scaffalature che possono essere realizzati localmente in qualsiasi parte del mondo. Le persone hanno, infatti, la possibilità di accedere a pagamento ai file dei designer, scaricarli e far costruire il proprio pezzo di arredo al maker o Fab lab di turno, utilizzando i materiali reperibili in loco.

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Il concept di fondo, quello di un mobile che può essere acquistato e scaricato dal sito, si basa non solo su una filiera che parte dal mondo digitale per arrivare a quello fisico, ma anche su un network che mette in connessione le persone con il designer e con il produttore-artigiano più vicino a sé. La tecnologia di realizzazione è molto accessibile e si basa su modelli assemblabili facilmente da chiunque, alcuni personalizzabili con accessori studiati ad hoc. 

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Questo modello snello e partecipato contribuisce da un lato a dare una vetrina a designer e creativi e permette dall’altro di delegare parte del processo produttivo dando alle persone un ruolo attivo nella realizzazione degli arredi che porteranno nelle loro case o nei loro spazi di lavoro.

L’azienda di arredamento Sudacas di Buenos Aires ha dato una sua personale interpretazione al concetto di artigianato digitale. L'azienda, infatti, in collaborazione con il pluripremiato designer e architetto argentino Alejandro Sticotti, produce arredi solo su ordinazione trasmettendone in livestreaming l’intero ciclo di produzione.

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I mobili vengono realizzati artigianalmente utilizzando esclusivamente legno certificato proveniente da foreste sudamericane inserite in programmi di uso etico. Vengono lavorati a mano nella bottega/laboratorio senza produrre sprechi legati a fondi di magazzino e venduti a prezzi ragionevoli, evitando politiche di sconti che non ne onorerebbero l’autenticità e la fattura manuale.

In linea con la sua filosofia sostenibile e trasparente l’azienda dà la possibilità a chi ordina uno dei suoi pezzi di seguirne la realizzazione in diretta attraverso una webcam che mostra il procedere dei lavori, ben consapevole dell’importanza che oggi ha per le persone l’origine dei prodotti che decide di acquistare. Il design degli appendiabiti e delle librerie progettate da Sticotti - virtuoso del legno - è un omaggio alle radici del territorio in cui nascono, reso attraverso l’uso di materiali grezzi e la predilezione per le linee pulite e essenziali.

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Il Rapid-Liquid Printing - messo a punto dal Self-Assembly Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology) - potrebbe rappresentare la nuova frontiera della stampa 3D e rendere questa tecnologia molto più “appetibile” dal punto di vista del design. Questa tecnica, infatti, permette di superare i limiti delle attuali stampanti 3D, assicurando maggiore velocità e l’utilizzo di materiali diversi.

Il processo - testato in collaborazione con l’azienda d’arredamento americana Steelcase - prevede l’utilizzo di materie prime come gomme, plastiche e poliuretani che, fuoriuscendo dall’ugello come il dentifricio da un tubetto,  “disegnano” fisicamente l’oggetto da stampare all’interno di una vasca di gel, consentendo di creare prodotti su misura in modo estremamente preciso e veloce. All’interno della testina vengono mescolati i due componenti del liquido che si indurisce tramite una reazione chimica nel momento dell’estrusione. L’oggetto stampato, dunque, può essere estratto dal gel senza la necessità di un ulteriore processo di solidificazione. Tutto ciò apre una vasta gamma di possibilità per la produzione di mobili e complementi d’arredo anche di grandi dimensioni, configurandosi come uno strumento di personalizzazione dalle potenzialità pressoché infinite.

Dal punto di vista estetico, inoltre, gli oggetti così realizzati hanno una forma organica che sembra derivare da una pennellata e che ricorda le ramificazioni di una pianta. Collaborando con il product designer svizzero Christophe Guberan, attivo al MIT, Steelcase ha prodotto un tavolino con piano reticolato 3D per dimostrare il potenziale della tecnologia. Il ripiano del tavolino della collezione Bassline di Turnstone (brand di Steelcase) è stato creato, infatti, in poco meno di mezz’ora.