Salone del Mobile Milano

DESIGN E DINTORNI

Milano Design Film Festival

Fast-changing è il tema della sesta edizione della rassegna milanese, patrocinata, fra gli altri dal Salone del Mobile.Milano.

“Il tempo del design trascurato, pensato per un consumo sconsiderato è finito”. Sono parole di Dieter Rams, che ha fatto del “meno, ma migliore” il suo manifesto di vita e di professione. Una lunga intervista in cui si racconta al regista Gury Hustwit, fa ripensare sul significato del design a tutto tondo e nei suoi addentellati nella società, anche attuale, governata dalla velocità e dalla brama di sostituire, invece che riparare e immaginare la lunga durata. Il biopic sul designer che dal 1961 al 1995 è stato a capo della Braun e ha dettato a sua insaputa le regole dell’estetica dei prodotti domestici di elettronica – da cui ha attinto il brand della mela – è il titolo con cui Milano Design Film Festival apre la sua sesta edizione. E si aggancia al tema Fast-changing che affronta con gli oltre sessanta titoli in cartellone. Un modo per guardare il vivere sostenibile, da diversi punti di vista.

Molte sono le pellicole che trasmettono questo sapere attraverso il lascito dei Maestri del passato e con cui altrettante aziende del Made in Italy hanno voluto sostenere il festival e presentare così le proprie filosofie d’impresa. Achille Castiglioni (Ideal Standard), con la sua capacità di fare Tutto con un niente, come recita il tiolo di Valeria Parisi. O la riduzione spirituale delle opere di Alvar Aalto (Marazzi) sintetizzate nella Chiesa tutta italiana a Riola di Vergato, in provincia di Bologna, che celebra quest’anno il quarantennale e che vediamo in Non abbiamo sete di scenografie di  Roberto Ronchi e Mara Corradi. Chez Le Corbusier di Olivier Lemaire, ci porta nell’appartamento dell’architetto svizzero nell’Immeuble Molitor al civico 24 di rue Nungesser-et-Coli nel quartiere di Boulogne a Parigi. Appena ristrutturato con il sostegno di Cassina, e progettato con un gesto architettonico rivoluzionario, arrivato forte fino a noi. Così come in Mies en Scene (sostenuto da Marigraf) Mies van der Rohe e Lilly Reich nel 1929 hanno messo in scena le loro idee rivoluzionarie nel Padiglione di Barcellona, un caposaldo della storia dell’architettura. Ed entriamo anche nello studio-museo di Vico Magistretti con guide d’eccezione: architetti e designer d’oggi in tre episodi di Dimmi di Vico, un progetto cinematografico voluto dalla Fondazione intestata al designer italiano.

Con la forza dirompente con cui agiva il design italiano degli Anni 70, MDFF propone anche il montato dei video che fecero da corollario ai progetti dei designer (Gae Aulenti, Ettore Sottsass, Joe Colombo, Alberto Rosselli) della mostra del MoMA di New York, nel 1972, Italy. The New Domestic Landscape, a cura di Emilio Ambasz, con le regie di Gianni Colombo e Livio Castiglioni, Massimo Magrì, Osvaldo Marini. E introdotti dal corto di Giacomo Battiato girato in notturna, fra La Scala e La Galleria Vittorio Emanuele II, arredate con i pezzi divenuti poi icona della storia del nostro design.

A queste voci del passato, si aggiunge quella di Renzo Piano (film presentato da Molteni Museum e Unifor) di cui la regista Francesca Molteni, con la curatela di Fulvio Irace, ci mostra la storia attraverso l’Archivio dello Studio RPBW e della Fondazione. L’importanza della memoria, della conservazione, dell’organizzazione del proprio lavoro è una forma di conoscenza che aiuta a preservare, ma anche a trasmettere idee, errori, pensiero. E poi voci di donna: Adelaide Acerbi, co-fondatrice di Driade, nel racconto di Emilio Tremolada, e di Nanda Vigo, di cui Marco Poma ci racconta un’altra “puntata” dell’estro infinito della designer e artista. E la riscoperta da parte di Alessandro Colizzi, di un grafico milanese, emigrato in America negli Anni 70, Piero Ottinetti.

Infine una storia d’azienda, nel documentario Object to Project. Giorgetti Design since 1898, di Francesca Molteni: “un viaggio nella manifattura intelligente e nello storico distretto della Brianza, simbolo della capacità di fare cose belle che piacciono al mondo”.

Una rassegna nella rassegna è dedicata al mondo dell’interior design. Interior Frames: visioni d’interno narrate attraverso il video, raccoglie 16 opere, fra corti, medio e lungometraggi. L’ obiettivo, a volte voyeuristico e a volte in soggettiva, scruta case d’autore, case vissute, case di personaggi noti da cui traiamo indicazioni di personali domesticità. Cinema e architettura è il connubio proposto dalla guest curation di Park Associati che per MDFF, con AIR Associazione Registi Italiani, hanno messo insieme tre film unendo spezzoni di pellicole a tema Milano, I luoghi del potere e Confini.

Non mancano vere e proprie lezioni di cinema del settore, con il film Two Basilicas del pluripremiato regista tedesco Heinz Emigholz (proposto con Bang & Olufsen) e i cortometraggi degli studenti del suo workshop Filmare l’architettura, all’Accademia di Mendrisio, quest’anno tutti incentrati sulle opere di Mario Botta nella Svizzera italiana. Oltre che con la retrospettiva di dieci film dedicata al duo Bêka & Lemoine che hanno dato un nuovo linguaggio all’indagine cinematografica dell’architettura, facendo scuola. Infine un’immersione nel video contemporaneo, è proposta nel talk curato da Annalisa Rosso Building a New Design Language con tre video maker europei. 

Tantissimi gli ospiti di quest’ano a commentare le proiezioni, e impegnati in dedicati momenti di discussione con registi e attivisti come Chris Jordan e Arthur Huang di Miniwiz che presentano i loro progetti reali e cinematografici a difesa del mare inquinato dalla plastica, con tutte le conseguenze per l’ecosistema, e la soluzione di una macchina portatile per il riciclo e la trasformazione in piastrelle da utilizzare in loco per il rivestimento di pareti e pavimento. O, ancora, sul fenomeno dell’urbanizzazione contemporanea e il rapporto con le ragioni immobiliariste, nel talk Fast-changing. City. Controbilanciato, in un altro focus, dall’esempio della ricostruzione post-terremoto di Amatrice, nel progetto dell’architetto Stefano Boeri.

Dimentichiamo sicuramente qualcosa, come per esempio il lancio del Premio  Biennale Architecture Film Award, voluto da MDFF e condiviso con la Fondazione dell’ordine degli Architetti, P.P. e C. della Provincia di Milano. Per incentivare la crescente produzione di opere cinematografiche dedicate a queste discipline e per valorizzare e l’uso del linguaggio audiovisivo quale strumento di comunicazione a uso degli architetti. Ed è confermata la collaborazione con l’Ordine per la cessione di crediti di formazione per gli architetti.

Ma ci fermiamo qui per darvi il gusto di scoprire da voi il programma e costruirvi il vostro percorso fra le sale dell’Anteo Palazzo del Cinema, dove il festival si svolgerà dal 25 al 28 ottobre.

www.milanodesignfilmfestival.com

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Still frame dai film
 

01. 25 Bis
Ila Bêka & Louise Lemoine, France 2014, 46'
 

02. Achille Castiglioni. Tutto con un niente
Valeria Parisi, Italy 2018, 45’


03. Chez Le Corbusier / A casa di Le Corbusier
Olivier Lemaire, France 2018, 33’


04. De.Sign 2018 INTERIORS 
Valeria Parisi, Italy 2018, 45’


05. Dimmi di Vico
Un film in tre episodi di tre registi per un progetto a cura della Fondazione Studio Museo Vico Magistretti


06. Il potere dell’Archivio. Renzo Piano Building Workshop
Francesca Molteni, Italy 2018, 35’
A cura di Fulvio Irace in collaborazione con la Fondazione Renzo Piano e RPBW


07. L’Adelaide
Emilio Tremolada, Italy 2018, 47’29”


08. Mies on Scene. Barcelona in Two Acts
Pep Martín, Xavi Campreciós, Spain 2018, 57’