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DESIGN E DINTORNI

Architettura in gioco

Gli Stadi dei Mondiali 2018

Grandiosi, scenografici, quasi futuristici ma sempre funzionali: gli stadi stanno diventando sempre più opere d’architettura contemporanea e la loro progettazione è spesso affidata ad architetti di fama internazionale. Di fatto, questo è quanto avvenuto in Russia, dove nuovi stadi sono sorti mentre altri hanno affrontato lavori di riqualificazione e ammodernamento – diventando motori di ampie riqualificazioni urbane – per ospitare l’evento sportivo dell’anno: il Campionato Mondiale di Calcio. Al quale sopravvivranno con orgoglio.


Lužniki Stadium (Mosca)

Lo stadio che ha ospitato la partita inaugurale e la tanto ambita finale è una celebrazione del patrimonio architettonico della città di Mosca nonché la struttura più importante, nata nel 1956 come Stadio Lenin. Dal piglio “monumentale”, il Luzhniki attuale è un progetto firmato dagli studi locali SpeeCH e Mosinzhproekt che hanno rispettato il carattere originale dell’impianto, mantenendone la facciata esterna e ricostruendo l’interno: l’intero catino delle gradinate è stato, infatti, completamente demolito. Come in origine, l’ellisse dell’impianto è semplice e imponente. L’anello unico delle gradinate abbraccia il campo da gioco creando un effetto di comunione e comunità molto forte fra i tifosi. L’esterno è segnato dallo stile neoclassico: una serie di pilastri a base quadrata si rincorrono verticalmente lungo la facciata continua che corre attorno allo stadio e si innalza per quasi otto piani d’altezza. Finestre alte e strette, a gruppi di tre alla volta, sono incastonate fra un pilastro e l’altro. E’ stato, tuttavia, aggiunto un nuovo colonnato più esterno, a sostegno della nuova struttura di copertura, in completa armonia con i tratti della facciata originale retrostante. Alla base, le aperture ad arco ribassato funzionano come accesso per i tifosi dall’esterno, richiamando la scelta funzionale delle arene antiche. Il tetto è stato prolungato di 11 m, così da assicurare riparo a ogni spettatore, e un anello di 900 m complessivi di perimetro è stato ricavato sulla sommità delle gradinate, a costituire un camminamento con un punto di vista unico dallo stadio sulla città. Immagini di atleti di ogni sport decorano la fascia esterna di rivestimento della copertura, a sottolineare la vocazione dello stadio e del complesso sportivo di cui fa parte. La statua di Lenin continua a sorvegliare l’ingresso dello stadio al termine del grande viale d’accesso principale.

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Otkrytie Arena (Mosca)
Ultimato nel 2014 su progetto della sezione russa della AECOM (già presente in diversi progetti sportivi, non ultimo il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta), in sinergia con lo studio londinese Sport Concepts Architecture e con Dexter Moren Associates, il secondo impianto della capitale è una struttura polivalente alla cui facciata, tramite una sottostruttura reticolare, è ancorata una “corazza” di circa 600 pannelli romboidali di vetro traslucido bianco e rosso ispirati al logo della polisportiva Spartak Mosca, committente dell’opera. Il rivestimento segue la curvatura dello stadio, evocando l’aspetto delle cupole tipiche dell’architettura tradizionale russa. All’interno si sviluppa su due livelli di gradinate che abbracciano il campo con il rosso acceso dei seggiolini. La copertura è leggermente sospesa rispetto all’ultima fila delle tribune e il bianco della struttura reticolare sui quattro lati interni contrasta con la compattezza delle gradinate sotto di sé. La struttura del tetto, inoltre, è stata studiata per combinare al meglio un ridotto peso proprio con un’ottima capacità di carico. Collegato con la metropolitana (la più sotterranea d’Europa) al centro cittadino, è stato progettato per garantire un’atmosfera particolarmente coinvolgente durante le partite grazie anche alla prossimità delle tribune ai bordi del campo da gioco in erba. Come per la Allianz Arena di Monaco, anche qui l'esterno s'illumina a tema: bianco e rosso per lo Spartak; bianco rosso e blu per la Russia. A mondiale concluso, l'area di Tušino intorno allo stadio avrà un nuovo sviluppo residenziale.

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Saint Petersburg Stadium (San Pietroburgo)
Particolarmente all’avanguardia, questo stadio dall’aspetto futurista – noto anche con il nome di Zenit Arena – è stato inaugurato nel 2017 al costo di quasi un miliardo di euro, che ne fanno lo stadio più costoso di sempre. Realizzato su progetto postumo del giapponese Kisho Kurokawa (1934-2007), sembra voler diventare parte del paesaggio circostante, grazie all’utilizzo di elementi strutturali simbolicamente “ad albero” che sospendono l’imponente copertura degli spalti. E’ stato progettato in ottica polifunzionale per poter ospitare eventi su larga scala e fa parte di un piano urbanistico riguardante l’intera Isola di Krestovsky che prende in considerazione anche i sistemi del paesaggio e del traffico per trasformare tutto il contesto in un luogo fruibile dai cittadini durante tutto l’anno. Oltre ad integrare le più avanzate tecnologie eco-sostenibili e ambientali, l’impianto è un concentrato di tecnologia, con il sistema di spostamento verso l’esterno del campo di gioco (al fine di mantenere l’erba fresca per un anno) e il tetto retrattile con struttura a membrana gonfiata ad aria calda per sciogliere la neve in inverno e per poter utilizzare la struttura in ogni condizione atmosferica.

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® Mladen ANTONOV - AFP

Baltika Arena (Kaliningrad)
Progettata dallo studio parigino Wilmotte & Associés e ispirata alla bavarese Allianz Arena, è una struttura rigorosa a parallelepipedo in acciaio, dalle facciate ortogonali, la cui parte superiore è temporanea: dopo il 2018, i piani superiori saranno smantellati e il tetto abbassato per aumentarne la versatilità. Il progetto è il fulcro del nuovo piano di riqualificazione urbana dell’Isola di Ottobre, gestito dallo stesso studio parigino. Verrà sviluppata un’intera rete di canali che conferirà una forte identità a questa parte della città, insieme a nuova vegetazione, un lago artificiale e un porto turistico per 100 barche, e nuove funzioni residenziali e commerciali.

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Kazan Arena (Kazan)
Struttura polifunzionale (ha ospitato anche i Mondiali di Nuoto nel 2015) inaugurata nel 2013 su progetto dello studio internazionale Populous (che ha realizzato anche il Wembley e l’Emirates Stadium a Londra), la Kazan Arena è adagiata tra le sponde del fiume Kazanka, con il quale dialoga tramite la forma della copertura degli spalti che, con il suo andamento sinuoso, ricorda una ninfea. L’Arena è anche nota per incorporare la più grande facciata multimediale d’Europa, con una superficie di 4.000 metri quadri, di cui la metà in HD.

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Nižnij Novgorod Stadium (Nižnij Novgorod)
Nuovissimo impianto costruito dalla società di ingegneria russa OAO Stroytransgaz (responsabile anche della costruzione del Volgograd Stadium), questo stadio si affaccia sul centro storico e sulla fortezza cittadina (Cremlino di Novgorod) progettata dell’architetto italiano Piero Francesco a inizio ‘500. La posizione isolata valorizza l’impianto rispetto al tessuto cittadino: situato in un’area di circa 40 ettari di superficie, libera da edifici, sull’ansa della confluenza fra Volga e Oka, la struttura dialoga perfettamente con l’architettura della Cattedrale di Aleksandr Nevskij, sulla sponda del fiume a meno di 500 metri di distanza. Il giallo ocra della cattedrale ortodossa e l’eclettismo delle sue forme, che uniscono neo-classico, neo-gotico e sprazzi di barocco, fanno da contraltare al bianco e blu che traccia il cilindro esterno dello stadio, segnato da pilastri sottili a sezione triangolare che sorreggono il disco piano della copertura. Gli 88 pilastri in cemento armato che circondano l’edificio creano la trama verticale di un colonnato che rimanda all’architettura classica e avvolge lo stadio, issandosi su un podio di accesso alle tribune interne. L’immobilità della struttura esterna contrasta con il tema del movimento, proprio del cuore più interno dello stadio. Il catino delle gradinate è, infatti, un blocco interno protetto e schermato dai pilastri esterni. Le rampe di scala che accedono al podio, dal piazzale, disegnano un effetto-vortice appena accennato ma sottolineato dal blu delle rampe interne, che portano direttamente alle tribune. Il contrasto di questi segni diagonali che si inseguono l’un l’altro, con i pilastri verticali esterni, è decisivo nel dare forza all’edificio. Viene richiamato anche lo scorrere delle acque del fiume Volga, tramite vele semi-trasparenti in materiale metallico alternate in bianco e in blu, che schermano i vuoti nella parte alta dello stadio, fra il secondo anello e il tetto. Il secondo anello termina con il consueto profilo sinusoidale che permette di ottimizzare la distanza della visuale sul campo da qualunque posto a sedere. Il colore blu si appropria degli interni dello stadio, così come il bianco caratterizza l’esterno. Le pareti degli ingressi per ogni settore e tutti i blocchi di servizio (come scale e ascensori) sono evidenziati in blu, che viene ulteriormente declinato in varie sfumature di azzurro e celeste nel colore dei seggiolini. Il disco piano di copertura lascia un oculo ovale aperto sul campo ed è tappezzato da una fantasia di pannelli in policarbonato semitrasparente, nelle gradazioni del blu e dell’azzurro, visibili su entrambi i lati. La struttura di sostegno del tetto è formata da un intreccio di travature reticolari in acciaio, del peso complessivo di 10.000 tonnellate, e l’intera copertura si estende su una superficie di 57.000 mq. 

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Samara Arena (Samara)
Anch’essa di recente costruzione, questa arena è stata progettata dallo studio GUS SO TerrNIIgrazhdanproekt e racconta con la sua forma sferoide (superficie 3d dalla rotazione di un'ellisse attorno a uno dei suoi assi principali), ossia “a ufo”, il legame tra la regione e il programma aerospaziale russo. Per questo motivo è nota anche con il nome di Cosmos Arena. Il carattere distintivo dell’impianto è la forma a guscio, forma classica degli stadi a cupola. La struttura della grande copertura a cupola sarebbe dovuta essere in materiale semi-trasparente: le intersezioni delle travature reticolari di sostegno, opportunamente illuminate, avrebbero aumentato l’impatto scenico e il richiamo alla tecnologia aerospaziale. Al contrario, la scelta è poi ricaduta su un rivestimento in acciaio continuo che avvolge del tutto lo stadio e termina a terra in una serie di triangoli rovesciati che danno l’idea di una struttura “in fase di decollo”. L’altezza massima raggiunta dalla cupola è di 60 m nel suo punto centrale, dove si trova un oculo che permette l’ingresso della luce all’interno dello stadio. All’interno, la struttura dello stadio è un classico rettangolo che abbraccia il campo da gioco, quasi indipendente dalla cupola esterna a pianta circolare che lo avvolge con un effetto a campana di vetro. Il profilo interno è ondulato, come nello stile degli stadi contemporanei: l’onda sinusoidale trova i suoi punti più alti al centro delle tribune, per poi scendere in corrispondenza degli angoli ed evitare il più possibile la presenza di posti molto lontani dal campo. La curva, inoltre, non è continua ma seghettata, con il ripetersi di “punte” che replicano i triangoli esterni con i quali la cupola del rivestimento termina a terra. Le due strutture, esterna e interna, dialogano tra loro nonostante il forte contrasto delle forme, aumentando il senso di raccoglimento all’interno dello stadio. Intorno all’arena è prevista la realizzazione di un quartiere residenziale.

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® Mladen ANTONOV - AFP

Volgograd Arena (Volgograd)
Impianto polifunzionale di nuova costruzione inaugurato nella primavera del 2018 sul sito del vecchio Central Stadium, progettato dall’unità Sport e Ingegneria statale. E’ caratterizzato da un grande tetto strallato bianco e blu, una sorta di ruota di bicicletta sostenuta da corde d’acciaio ad alta resistenza. La forma della facciata, con tralicci a vista, è invece conica e si restringe verso il basso per rispondere alla necessità di collocare l’edificio occupando meno suolo possibile.

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® Mladen ANTONOV - AFP

Mordovija Arena (Saransk)
Struttura all’avanguardia progettata dallo studio russo SaranskGrazhdanProekt, l’arena è destinata a diventare il più grande centro sportivo e ricreativo della zona. Il concept è basato sull’immagine del sole, ispirato ai miti e leggende del popolo mordoviano. Su un basamento a due piani poggiano gli spalti, un guscio bombato ovoidale ricoperto da pannelli metallici forati: colorati di arancio, rosso e bianco per onorare la gamma cromatica distintiva delle arti e mestieri locali, formano una sorta di baldacchino sopra gli spalti.

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® Mladen ANTONOV - AFP

Rostov Arena (Rostov-On-Don)
Inaugurata a fine 2017 su progetto di Populous, si caratterizza per la forma irregolare della copertura e dei supporti che dovrebbero ricordare, con le loro forme, il percorso serpeggiante del grande fiume adiacente mentre si ispirano agli antichi tumuli, detti Kurgan, che venivano usati in quest'area. Si tratta del primo grande intervento sulla sponda meridionale del fiume Don e fungerà da punto focale per investimenti e nuovi sviluppi di questo comparto urbano. Una parte dei posti a sedere è temporanea e verrà smontata dopo il Mondiale.

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Fišt Stadium (Soči)
L’ambiziosa struttura, già protagonista nei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2014, si deve allo studio Populous. Pur rimaneggiata in occasione del Mondiale, è rimasta invariata l’ormai iconica immagine di base a forma di guscio in onore dell’arte Fabergé e che vuole richiamare la cima di una montagna innevata. La copertura, sorretta da travature reticolari, è formata da una superficie di vetro continuo che riflette la luce solare proveniente dal mare. Il guscio si apre verso nord, consentendo una visione diretta delle montagne, e a sud, con vista sul Mar Nero.

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Ekaterinburg Arena (Ekaterinburg)
L’unica città sul lato orientale degli Urali che ospita la manifestazione presenta una struttura datata 1953 e caratterizzata da una facciata principale con dettagli in stile neoclassico sovietico. Per l’occasione è stata ampliata con delle tribune aggiuntive che verranno smontate al termine del Mondiale. La loro particolarità risiede nel fatto che le due strutture temporanee escono dall’impianto facendo sì che l’effetto ottico le faccia sembrare come esterne allo stadio stesso.

 

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