La manualità

F_FA_Manualita_Afare001.jpg

L’ARTE DEL FARE
“Tecnica e materiali sono i mezzi di espressione di cui noi architetti disponiamo”.

Franco Albini dimostra di riconoscere l'importanza e la nobiltà della tradizione popolare, omaggiando e rileggendo in modo creativo la tecnica artigianale dei cestai con il progetto di due poltrone in malacca e canna d'India.
Margherita e Gala vengono presentate nel 1951 alla XI Triennale di Milano. Una è la prima poltrona “senza gambe” del design italiano, progettata in collaborazione con Gino Colombini e premiata con la Medaglia d'Oro proprio a quella Triennale; l'altra è Gala, disegnata invece insieme ad Ezio Sgrelli.
In entrambe il sistema strutturale è a vista e non ha bisogno di alcun rivestimento, caratteristica che conferisce loro un aspetto di leggerezza. La costruzione a gabbia dona elasticità rendendo confortevole l'appoggio per il corpo.
Entrambe saranno prodotte dall'azienda Bonacina a partire dal 1955.

F_FA_Manualita_Afare002.jpg

Nella sua costante e instancabile ricerca, Franco Albini è accompagnato da Roberto Poggi, l'artigiano di Pavia che realizza la maggior parte dei suoi pezzi. L'architetto milanese rielabora i suoi progetti con caparbia e tenacia, declinandoli secondo varie soluzioni, con l'obiettivo di avvicinarsi il più possibile alla perfezione.

Il continuo dialogo e il confronto con l’artigiano, soprattutto sui dettagli tecnici e sui particolari costruttivi, oltre a un'intesa di fondo e a un approccio comune, hanno contribuito a sviluppare l’elaborazione di un metodo che ancora oggi funge da esempio per chi affronta questo mestiere.

 “L’incontro con Albini è stato per noi determinante; era ciò che cercavamo ed è proseguito per 27 anni di lavoro assieme, continuati poi con Franca Helg, Marco Albini, Antonio Piva”. Così dice Roberto Poggi in un’intervista pubblicata su Domus nel 1991.

Margherita_schizzo.jpg

Margherita, schizzo

Luisa_disegno-tecnico.jpg

Luisa, disegno tecnico