Il pensiero

LA RICERCA DI UN ORDINE

«È più dalle nostre opere che diffondiamo delle idee che non attraverso noi stessi».

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Alla base dei suoi progetti vi era sempre la ricerca di un ordine, di un metodo che rifiutasse l’arbitrio della fantasia. Era la ricerca della sintesi che portava l’afflato poetico della leggerezza, della sfida alla legge di gravità.

Albini ricercava dell’anima delle cose, raggiunta attraverso un processo di progressiva eliminazione del superfluo, di riduzione all’essenziale fino ad arrivare a quel “niente” citato da Persico, che fa sì che tutto lieviti, niente tocchi terra. 

Così è per gli allestimenti temporanei alla Triennale e alla Fiera degli anni ’30, oppure nel negozio Olivetti di Parigi degli anni ’60 o della scala di casa Marcenaro a Genova o villa Formiggini a Varese. 

Così è per i suoi oggetti di Design spinti al limite della sostenibilità.

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Casa Marcenaro, Genova, 1954

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Casa Marcenaro, Genova, 1954

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Franco Albini non ha mai dato vere e proprie “lezioni” semmai indirizzi e sollecitazioni a osservare il mondo, e notare i dettagli o i colori o le ombre di ciò che ci circonda.

Renzo Piano, suo allievo e Marco Albini, suo figlio, ricordano il suo insegnamento come una scuola di vita, i cui contenuti si sono stratificati con lentezza nel tempo.

Quella di Albini era una scuola fatta di silenzi, gran parte dei quali era dovuta al “portarsi dietro”, o meglio in testa, il progetto a cui in quel momento stava lavorando e che ripassava mentalmente mentre faceva altro, secondo il principio citato da Franca Helg “lui usava tenere sulle ginocchia un progetto come si fa con un bambino”.

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Mostra dell'Antica Oreficeria italiana, Vi Triennale di Milano, 1936

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Mostra Scipione, Pinacoteca di Brera, Milano, 1941