Achille Castiglioni

Milano - 16 febbraio 1918 | 2 dicembre 2002

RITRATTO DI UOMO

‘gioco
acqua
cravatte
colletti camicia
occhiali rotondi
telefono
umorismo
fischiettare
sorriso sornione
matitone di grafite’

RITRATTO DI ARCHITETTO

‘curiosità
utente ignoto
lavoro collettivo
autoironia – autocritica
esperienza
ricerca
colore
parallelepipedo
abilità
designer’

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LA MANUALITA'

"...un buon progetto nasce non dall'ambizione di lasciare un segno, ma dalla volontà di instaurare uno scambio, anche piccolo, con l'ignoto personaggio che userà l'oggetto..."

Gli oggetti reali devono essere disegnati, ma soprattutto realizzati nella loro tridimensionalità, e questo per i Castiglioni era un'eredità tramandatagli dal padre, scultore.

I Castiglioni hanno scritto pochissimo…che l’abbiano fatto apposta? In effetti non si sono mai persi nelle elucubrazioni teoriche, metodologiche e hanno lasciato parlare i loro progetti, i loro oggetti. Se si guarda lo sviluppo del loro studio di architettura si vede come, all'inizio della loro attività, i prototipi siano stati realizzati prima in plastilina, poi in gesso - lo stesso processo che il padre utilizzava nella sua attività di scultore.

Nel tempo i materiali sono cambiati, ma l'approccio è rimasto lo stesso, anzi la loro manualità è stata supportata da altri artigiani andando a formare quell’équipe che Achille richiama come elemento sostanziale nello sviluppo della sua attività.

La sua modernità sta proprio in questo, "il vero designer è colui che lavorando in équipe progetta e realizza oggetti vari per bisogni reali".

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Modelli in legno in studio

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Modello, 1958