Tom Dixon

Londra

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Come si sta evolvendo la fruizione del design e come, secondo lei, il Salone del Mobile riflette questa trasformazione?

Oggi, l’economia della condivisione permette al design di diventare un’esperienza in sé, superando i limiti dell’oggetto e del possesso dell’oggetto stesso. Si partecipa al Salone del Mobile, il più importante evento al mondo dedicato al design, non per acquistare prodotti ma per vivere un’esperienza totalizzante e gratificante. Non possiamo più parlare solo di Fiera: il Salone del Mobile è diventato un Festival. Qui le aziende sperimentano modi nuovi e innovativi per vendere i loro prodotti creando esperienze uniche, forti, complete, capaci di coinvolgere tutti i sensi dei fruitori per far loro rallentare il ritmo e per cercare di trattenerli il tempo necessario per poter spiegar loro il messaggio che si vuole comunicare attraverso una data produzione.

Io faccio di tutto per emergere tra le infinite proposte che nascono ogni anno: vendo cibo, proietto film, diffondo musica… Nell’era digitale, bisogna lottare per attirare l’attenzione. E’ così che il Salone diventa intrattenimento. Le aziende si devono evolvere creando un design che sia non solo esperienza ma anche comunicazione.