Moritz Waldemeyer

Amburgo

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La luce sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Salone del Mobile. Tecnologia, prodotti innovativi, efficienza e design: cosa ti ispira e dove sta andando il mondo della Luce?

Come light designer sono fortunato: ho la possibilità di lavorare in settori molto diversi fra loro, dall’arredamento d’interni al teatro, dagli spazi dedicati all’arte alle produzioni musicali. La contaminazione diventa così la cifra stilista del mio lavoro e il mio impegno è quello di portare innovazione, efficienza e design in ogni campo. Trovo molto interessante, per esempio, l’utilizzo della luce nel teatro o in campo musicale: dà vita ad atmosfere cariche di suggestioni ed emozioni. Per questo cerco di applicare questo stesso trattamento luminoso anche in ambienti differenti, privati e professionali. In mio aiuto viene la tecnologia che mi permette di manipolare la luce, di renderla responsive, creare atmosfere particolari e coinvolgere il fruitore finale come co-creatore di emozione.

Quale sarà il rapporto tra tecnica ed estetica nei lighting project del futuro?

La tecnologia sarà sempre più integrata nel progetto e nel prodotto finale tanto da diventare impercettibile, scomparire a fronte di una ricerca estetica ed emozionale che diventa sempre più importante. In un recente progetto, abbiamo ideato un innovativo sistema di Led non visibili nello spazio abitativo ma in grado di proiettare due differenti tipi di luce: una blu verso l’alto e una bianca verso il basso. Ci siamo ispirati a un paesaggio invernale svizzero e abbiamo voluto ricreare quella stessa magia luminosa all’interno dell’ambiente. D’altra parte, la tecnologia si complica sempre più: vogliamo che i nostri apparecchi luminosi comunichino tra loro, con il nostro smartphone, con il nostro tablet. Per questo i sistemi saranno sempre più open source per permetterci soluzioni flessibili e ad alto contenuto emozionale.